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15 gennaio 2012

Basilicata coast to coast!

Certe cose non cambiano mai.
Tra pochi giorni ho l'ennesimo esame (quanti saranno ormai 60, 65...ho perso il conto ormai =__= ) e l'ansia è alle stelle e come sempre vorrei che fosse già quel minuto dopo la consegna, quando, nonostante tutto, ti sembra di essere più leggera di 30kg e più giovane di 10 anni!!! :P

Ma come avrete ben intuito dal titolo, non è di questo che vi volevo parlare.

La scorsa settimana ho avuto qualche sera per concedermi la tv in solitudine e ho fatto una piacevole scoperta che voglio condividere con quelle poche anime pie che mi seguono.
Il film in questione, diretto da Rocco Pappaleo (e quà la prima scoperta, chi mai sapeva che si occupava anche di regia XD ), in perfetta linea con il titolo ("Basilicata coast to coast") è un classico film sul viaggio e di rimando sul coraggio e sull'amicizia...banale detto così eppure sono stati 105 minuti (senza interruzioni pubblicitarie grazie a Santo Sky) di puro divertimento: battute molto sagaci e non volgari, discorsi ricchi e con ottimi spunti di riflessione e dulcis in fundo ottimi attori! In particolare il già citato Rocco Pappaleo, che solitamente non mi fa proprio impazzire ne per doti recitative ne per simpatia, e la Mezzogiorno (scoperta numero due!) che nella maggior parte dei film in cui l'ho vista non faceva altro che piangere e recitare in modo troppo affettato.
Quà invece, come direbbe Elio, è credibilissima con tanto di accentaccio calabrese, sciatta e anche un pò cafona (nel senso buono del termine ovviamente).
Che altro dirvi se non di guardarlo ;D

 

« La Basilicata esiste, è un po' come il concetto di Dio, ci credi o non ci credi. »
(Nicola Palmieri, interpretato da Rocco Papaleo)


17 maggio 2010

"...noi ti vogliamo mangiare - così tanto ti amiamo!"

Dentro ognuno di noi c'è un mostro selvaggio...è innegabile!

Un calderone di istinti primordiali, di cose selvagge che ribollono inesorabili e che altrettanto inesorabilmente DEVONO essere domate per far fronte al vivere civile, al vivere comune, al nostro crescere e diventare adulti.
"Il paese delle creature selvagge" (un titolo forse meno evocativo rispetto all'originale Where the Wild Thins Are) diretto dal giovane Spike Jonze (già regista di Essere John Malkovich e Il ladro di orchidee) con tutto il supporto del vero indiscusso padre dell'opera, il maestro di libri per l'infanzia Maurice Sendak (al cui libro omonimo il film si ispira e che spesso per così dire amplifica fornendo una forte dimensione visiva che và ad approfondire i temi già trattati dall'autore/disegnatore) è un opera forte e struggente, che toccherà le corde più intime e segrete di ognuno di noi, parlando a quel piccolo mostro selvaggio che ci accomuna e che non è scomparso del tutto, ma giace sopito dall'esigenza di vivere con il prossimo, non di divorarlo con il nostro amore, ma di sederli affianco. Un processo che è possibile solo con il contributo di un altro, che come la madre del piccolo Max sa farci trovare un pasto caldo anche dopo essere stato maltrattato e dopo le mille lunghe peripezie in cui ci siamo abbandonati al vivere secondo l'instinto piuttosto che secondo natura!